Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha ora confermato quanto già affermato da gruppi israeliani, palestinesi e internazionali per i diritti umani, insieme a molti studiosi di genocidio: la guerra di Israele a Gaza costituisce un genocidio. La commissione conclude che uccisioni di massa, attacchi alle infrastrutture essenziali, fame, trasferimenti forzati e diniego di cure mediche soddisfano la definizione legale di genocidio. Rileva che l'intento genocida è "l'unica inferenza ragionevole" sulla base sia delle dichiarazioni dei leader israeliani che delle azioni del suo esercito a Gaza.
Al contrario, le ripetute affermazioni di Israele di agire in legittima difesa appaiono vuote alla luce di prove schiaccianti e di un chiaro schema di distruzione deliberata. Le conclusioni dell'ONU portano chiarezza morale e richiedono un'azione politica, specialmente da paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti, che da lungo tempo trattano Israele come esente dalle norme internazionali.
Storicamente, il Guardian sostenne le aspirazioni ebraiche per una patria e svolse un ruolo significativo nel primo movimento sionista, specialmente con l'ascesa dell'antisemitismo in Europa. Questa storia non fa che approfondire la nostra attuale preoccupazione per la direzione intrapresa da Israele. Altre nazioni devono affrontare le conseguenze dell'aver agevolato il governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu, che ha ripetutamente sfidato il diritto internazionale rimanendo impunito, perseguendo i suoi obiettivi a un costo umano spaventoso.
Addurre le atrocità di Hamas, per quanto agghiaccianti, non giustifica la devastazione sistematica di Gaza – casa di oltre 2 milioni di persone, metà delle quali bambini. L'idea che distruggere Gaza porterà pace è irrealistica. Secondo rapporti, persino i leader militari israeliani ammetterebbero in privato che Hamas potrebbe non essere sconfitto se cade Gaza City, e che una "vittoria completa" potrebbe richiedere un'ulteriore espansione militare. Se vero, ciò implica che i leader israeliani prevedono il fallimento dei loro dichiarati obiettivi di guerra e si preparano a una distruzione ancora maggiore.
Netanyahu ha avvertito gli israeliani di prepararsi all'"isolamento" e a una potenziale perdita del tradizionale sostegno europeo. Questo cambiamento è significativo. Le potenze europee, inclusa la Gran Bretagna, hanno a lungo sostenuto Israele attraverso esportazioni di armi, accordi commerciali e finanziamenti alla ricerca. Sospendere questi legami o riconoscere uno stato palestinese avrebbe conseguenze profonde.
La risposta del governo britannico è stata evasiva. I ministri affermano di "non aver concluso" che Israele agisca con intento genocida, ma ora sembra una scusa debole. Una causa legale ha rivelato che il Ministero degli Esteri ha esaminato oltre 400 presunte violazioni del diritto umanitario internazionale da parte delle forze israeliane a Gaza, ma ha identificato possibili illeciti solo in un caso. L'apparente strategia è ignorare i singoli incidenti per evitare di vedere lo schema più ampio.
L'ONu insiste che la realtà non può essere negata. Secondo la convenzione sul genocidio, gli stati non devono solo punire il genocidio ma prevenirlo. Quella soglia è stata superata. Continuare con sanzioni simboliche non è solo moralmente sbagliato: è complicità. Alcuni potrebbero sconsigliare un linguaggio forte, ma Gaza è già in fiamme. La Gran Bretagna deve interrompere tutte le vendite di armi, sostenere la responsabilità internazionale e porre fine all'elusione legale. Le accuse sono gravi, le prove schiaccianti. Fare finta di niente significa partecipare a una delle più vergognose evasioni di questa era.
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Domande Frequenti
Ecco un elenco di FAQ sull'editoriale del Guardian riguardante la sentenza dell'ONu sul genocidio, pensate per essere chiare e utili per lettori con diversi livelli di familiarità con l'argomento.
**Domande di Livello Base**
1. **Di cosa si tratta questa sentenza dell'ONu sul genocidio di cui tutti parlano?**
La Corte Internazionale di Giustizia, la massima corte dell'ONu, ha emesso una sentenza preliminare in un caso presentato dal Sudafrica contro Israele. La corte ha ritenuto plausibile che gli atti di Israele possano equivalere a genocidio e le ha ordinato di adottare misure per prevenire atti genocidi e consentire l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza.
2. **Qual è la posizione principale del Guardian su questa sentenza?**
L'editoriale del Guardian sostiene che la sentenza rappresenta un momento potente e legalmente significativo che il mondo, e specificamente la Gran Bretagna, non può più ignorare. Afferma che richiede un cambiamento immediato della politica verso il conflitto.
3. **Cosa chiede il Guardian alla Gran Bretagna di fare?**
L'editoriale chiede al governo britannico di appoggiare ufficialmente la sentenza della CIG, usare il suo potere diplomatico per richiedere un cessate il fuoco e interrompere tutte le vendite di armi a Israele che potrebbero essere utilizzate a Gaza.
4. **Perché questa è considerata una sentenza sul genocidio se è preliminare?**
Sebbene non sia un verdetto finale sull'effettiva esistenza di un genocidio, il giudizio di plausibilità della corte è un passo legale serio. Significa che le prove presentate sono abbastanza forti da richiedere un'azione preventiva immediata mentre il caso completo viene investigato.
**Domande di Livello Intermedio**
5. **Come giustifica il Guardian la richiesta di interrompere le vendite di armi?**
Sostengono che continuare a fornire armi a un paese che la massima corte mondiale ritiene stia plausibilmente commettendo un genocidio rende la Gran Bretagna complice. Potrebbe anche violare il diritto internazionale, che vieta agli stati di aiutare azioni che violano la Convenzione sul Genocidio.
6. **Cosa dice l'editoriale sull'inazione globale?**
Critica aspramente molte nazioni occidentali, inclusi USA e Regno Unito, per aver chiuso un occhio sulla gravità della situazione a Gaza e per non aver sostenuto l'ordine legale internazionale che spesso affermano di difendere.
7. **La posizione del Guardian rappresenta tutti i suoi giornalisti?**
No. Un editoriale, specialmente uno intitolato "Il punto di vista del Guardian su", rappresenta la posizione istituzionale ufficiale della redazione del giornale, non le opinioni personali di ogni reporter o columnist.